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Confindustria Veneto

S.T.A.Y. Veneto: 30 milioni di euro per attrarre e trattenere i giovani talenti

Confindustria Veneto accoglie positivamente il protocollo d’intesa tra Regione e quattro università venete. Al centro, il rafforzamento del legame tra formazione, ricerca e sistema produttivo.

Attrarre, valorizzare e trattenere i giovani talenti rappresenta una sfida strategica per il futuro e la competitività del Veneto. In questa direzione si inserisce S.T.A.Y. Veneto (Strategies for Talent Attraction and Youth), il protocollo d’intesa promosso dalla Regione del Veneto insieme alle quattro università del territorio: Università Ca’ Foscari Venezia, Università di Padova, Università di Verona e Università Iuav di Venezia.

L’accordo, presentato il 3 novembre 2026 a Palazzo Balbi, prevede uno stanziamento di 30 milioni di euro di risorse regionali per rafforzare l’attrattività del territorio nei confronti di studenti, ricercatori e giovani laureati, favorendone la permanenza e il rientro.

LE RISORSE PER I GIOVANI E LA RICERCA

Il piano si articola in due principali linee di intervento:

Circa 10 milioni di euro saranno destinati al cosiddetto Progetto di vita, una misura sperimentale rivolta ai giovani più meritevoli che scelgono di rimanere in Veneto dopo gli studi. L’iniziativa punta a sostenere le prime fasi del percorso di autonomia, attraverso contributi per esigenze legate all’abitare, alla mobilità, alla formazione e ai servizi di welfare.

Altri 20 milioni di euro saranno destinati allo sviluppo dei dottorati industriali, agli assegni e alle borse per giovani ricercatori e a progetti di ricerca applicata realizzati in collaborazione tra atenei e imprese. Sono previsti anche interventi per favorire il trasferimento dei risultati della ricerca verso applicazioni concrete, attraverso attività di proof of concept e sviluppo di prototipi.

IL RUOLO DELLE IMPRESE NELL’ATTRAZIONE DEI TALENTI

Confindustria Veneto accoglie positivamente l’iniziativa, riconoscendo nella capacità di attrarre e trattenere competenze qualificate un elemento determinante per lo sviluppo del sistema economico regionale.

«La competizione tra territori non si gioca più solo su imprese e infrastrutture, ma sulla capacità di attrarre e trattenere i talenti», ha sottolineato Raffaele Boscaini, Presidente di Confindustria Veneto.

Una sfida confermata anche dai dati elaborati dalla Fondazione Nord Est su fonte Istat: tra il 2019 e il 2024 il Veneto ha registrato un saldo negativo di 671 giovani laureati nei flussi migratori con l’estero.

In questo scenario, il rafforzamento della collaborazione tra università e mondo produttivo diventa fondamentale per creare nuove opportunità professionali e valorizzare le competenze formate sul territorio.

Come evidenziato da Maurizio Basso, delegato di Confindustria Veneto per Lavoro, Formazione e Istruzione, i dottorati industriali rappresentano uno strumento concreto per avvicinare ricerca e industria: «Le nostre fabbriche e i nostri laboratori sono pronti ad accogliere i giovani ricercatori».

L’obiettivo è costruire un sistema in cui università e imprese collaborino in modo sempre più stretto, trasformando la conoscenza e la ricerca in innovazione e offrendo alle nuove generazioni opportunità qualificate per costruire il proprio futuro professionale in Veneto.

Per saperne di più, si rimanda all’articolo completo.