Every day brings new choices
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#VENETO2020
UN’AGENDA PER LA CONFINDUSTRIA DEL VENETO – UN’AGENDA PER LA POLITICA REGIONALE

Il Nordest e l’Italia si trovano davanti a un bivio storico: da un lato un nuovo modello di sviluppo, anche se dai contorni incerti, dall’altro un chiaro inesorabile declino. Consapevole della “grande discontinuità” socio-economica rispetto al passato, Confindustria Veneto lancia il progetto #Veneto2020. Si tratta di un percorso per orientare il Veneto e il Nordest del futuro verso un nuovo rinascimento. La stella polare che guiderà questo cammino è il Nuovo Manifatturiero, un manifatturiero che poggia su tre pilastri:

• Capitale umano innovativo
• Cultura
• Vocazione metropolitana

Ad ognuno di essi Confindustria Veneto, con la collaborazione della Fondazione Nord Est, tra febbraio e marzo 2015 dedicherà un “focus tematico” a porte chiuse, a cui parteciperanno imprenditori, stakeholder e opinion leader. Lo scopo è mettere a punto strategie, contenuti e proposte concrete per l’agenda politica della Regione da qui al 2020, e oltre.
La tappa finale del percorso sarà il “Seminario sulla Rappresentanza ed il rapporto con la Politica”: un incontro con le forze politiche che si candidano a guidare la nostra regione a cui sarà consegnato il Manifesto programmatico, sintesi degli incontri svoltisi sul territorio.


Le premesse per un Nuovo Manifatturiero

“Every day brings new choices” è una frase di Martha Beck, una delle più celebri sociologhe americane. E le scelte che abbiamo davanti sono davvero importanti, se non definitive. Nel Nordest è più evidente che nel resto d’Italia il fatto di essere davanti ad un bivio storico: da un lato un nuovo modello di sviluppo, di cui emergono già alcuni indizi, ma dai contorni fatalmente ancora indefiniti; dall’altro, un lento ma inesorabile processo di declino, i cui elementi sono invece ben chiari nella caduta degli investimenti produttivi, nell’aspirazione dei giovani ad andarsene dal Veneto, nella difficoltà di attrarre capitale umano qualificato dall’estero, nonché nella crisi politica, morale e istituzionale che tocca non solo le amministrazioni pubbliche, ma anche le stesse associazioni di rappresentanza.
Per questo motivo mentre tutti parlano di Veneto 2015, pensando alle elezioni di primavera, noi vogliamo discutere di Veneto 2020. Di più: del futuro della nostra regione. Perché è arrivato il tempo di fare scelte importanti, che orientino il percorso di sviluppo del Nordest dei prossimi vent’anni. Abbiamo alle spalle 15 anni di stagnazione, cinque anni di crisi, 10 trimestri consecutivi di calo del Pil, investimenti crollati al minimo storico, fuga dei giovani, crisi politica e morale delle istituzioni, con in più la triste constatazione che il Nordest non sembra svolgere in questa fase alcun ruolo rilevante nei processi decisionali che stanno cambiando il Paese. Non bisogna drammatizzare, e nemmeno sottovalutare i notevoli potenziali presenti, rappresentati per lo più dalle imprese che hanno saputo confrontarsi prima e meglio di altri con il cambiamento epocale in atto. Ma dobbiamo essere consapevoli che siamo davanti ad un bivio e che le decisioni che prenderemo o non prenderemo nei prossimi anni determineranno esiti molto diversi.
Per questo noi imprenditori non abbiamo dubbi: la nostra stella polare è il Nuovo Manifatturiero. Un manifatturiero che si basa su tre pilastri: capitale umano, cultura e vocazione metropolitana.

• CAPITALE UMANO INNOVATIVO:
Il sistema educativo costituisce l’infrastruttura principale del nuovo manifatturiero. Un’infrastruttura che deve aprirsi di più alle contaminazioni con le imprese, il lavoro manuale, le tecnologie sperimentali, i problemi della società. Innovazione è capacità di includere nuove idee e nuovi saperi, perciò anche di soggetti portatori di nuove idee e nuovi saperi, a partire dalle nuove generazioni; innovazione è capacità di condivisione sociale, utilizzando conoscenze, assets, risorse distribuite nella società, nelle imprese, nelle istituzioni, nei territori. Tuttavia, non è sufficiente che una risorsa sia disponibile per renderla produttiva, bisogna anche saperla riconoscere, trasferire e trasformare attraverso progetti di innovazione utile. A questo dovrebbero servire le agenzie per l’innovazione.

• CULTURA:
La cultura non si esaurisce nell’accumulo e nella conservazione del patrimonio storico, così come che l’unico modo di fruirne i benefici, dal lato dell’offerta e della domanda, non è solo il turismo in senso stretto. La principale fonte di produzione culturale è il lavoro creativo, mentre l’industria – quella manifatturiera in primis, ma anche i servizi, l’agricoltura, l’artigianato – diventa uno dei principali veicoli di diffusione, anche se non l’unico. La domanda di contenuti culturali, che sono in ultima analisi la forma più potente e più spendibile di produzione di contenuto da cui derivano poi come sottoprodotti tutte le altre, non potrà che aumentare vertiginosamente nei prossimi anni. La cultura mantiene e manterrà una straordinaria capacità di produrre valore economico (e di contribuire quindi al PIL), il cui apporto viene spesso sottovalutato (P. Sacco, Stati Generali della Cultura del Sole 24 Ore). Dobbiamo comprendere che la cultura nel XXI secolo crea valore, ed è un arma potentissima nel contesto attuale di competizione globale. Tanto più in una regione come la nostra che possiede giacimenti inesauribili.

• VOCAZIONE METROPOLITANA:
La nuova manifattura richiede un ecosistema favorevole allo sviluppo di servizi e attività a elevato potenziale di innovazione, che sia capace di promuovere e attirare iniziative imprenditoriali, nuove opportunità lavorative, nuove e più sostenibili condizioni di benessere. Per poter funzionare tale ecosistema richiede infrastrutture, condizioni di efficienza ed economie di scala che non potranno mai esprimersi all’interno degli ambiti locali e provinciali in cui sono finora cresciuti molti sistemi produttivi e le istituzioni della politica industriale, pubbliche e associative. La città metropolitana è dunque la risposta alla domanda di nuovi beni pubblici per la competitività e, in particolare, all’esigenza di accedere a nodi di interconnessione con le reti globali. Non è solo un problema di infrastrutture, ma soprattutto di culture: più aperte, tolleranti, inclusive.


Venezia Mestre, 3 Febbraio 2015

Confindustria Veneto lancia il progetto #Veneto2020

"Un percorso per orientare il Nordest del futuro verso un nuovo rinascimento e che ha come stella polare il Nuovo Manifatturiero".

Roberto Zuccato
Presidente


Risorse
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