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La finanza a fianco delle imprese rimane un obiettivo insostituibile
05 novembre 2016

Il rischio che le vicende bancarie, a tratti drammatiche, portino ad un reale impoverimento di aziende e famiglie, è reale. È cosa che toglie il sonno, perché un’azienda che chiude, una famiglia che perde i propri risparmi è sempre una sconfitta per tutta la società.
Ed è motivo di reale sofferenza per chi, come il sottoscritto, ha sempre creduto nell’importanza del ruolo che una finanza sana ed interprete dell’economia reale può offrire al mondo dell’impresa per crescere, prosperare, generare benessere per sé e per le famiglie.
Per questo dobbiamo prendere atto che è giunto il momento di voltare pagina e riconoscere onestamente gli errori compiuti. Confindustria, espressione dello spirito imprenditoriale e della cultura del lavoro che ha reso ricca questa terra, vuole concorrere a trovare una via d’uscita.
In questi anni, anche altri fattori hanno evidenziato la fragilità del sistema economico e sociale del Veneto e dei suoi soggetti di riferimento: lo scandalo legato ad una grande opera, cui tutto il mondo guarda, il progressivo cedimento dell’impianto regionale dei servizi all’innovazione, il cambio radicale di tanti modelli di business.
Il resto lo ha fatto la grande crisi della finanza internazionale, e la profonda trasformazione dell’economia globale, che ha messo in crisi imprese, lavoro, credito e identità sociale.
Dal 1960 ad oggi, le imprese venete hanno saputo generare ricchezza, essere la locomotiva d’Italia e conquistare i mercati internazionali anche grazie ad un sistema finanziario fatto di tante banche locali, cresciute accanto ai grandi player nazionali.
Si era così creato un sistema integrato, che consentiva l’impiego virtuoso del risparmio sul territorio, dove veniva prodotta una positiva “complicità sociale” tra imprese e finanza, nel rispetto delle rispettive autonomie e competenze. Questo ha permesso lo sviluppo di distretti produttivi e di filiere capaci di dialogare con il mondo, di processi organizzativi dell’economia e della società risultati sino a ieri vincenti.
In particolare, il dialogo - fluido e diretto - con il sistema creditizio, ha reso meno rilevante la patrimonializzazione delle imprese, cresciute pertanto in un contesto di credito abbondante ed in una società sobria, risparmiatrice e fortemente orientata al lavoro.
Questa epoca si è chiusa e Confindustria Veneto vuole accogliere la sfida della ricostruzione, a fianco delle imprese. Dobbiamo salvare il sistema industriale, che ha dimostrato, in grande parte, di saper vincere le sfide e di reinventare nuovi modelli di business. Sappiamo che da questo dipende anche il benessere di cittadini e famiglie e la loro possibilità di ricreare nuove riserve finanziarie.
È soprattutto necessario accompagnare le aziende in difficoltà per l’accesso al credito e per la ricchezza patrimoniale perduta, mettendo in campo tutti gli strumenti a disposizione. A tal fine, Confindustria Veneto intende promuovere, in tempi rapidi, un tavolo di lavoro con la finanza pubblica e privata e con la Regione. La leva più semplice da attivare appare quella delle garanzie, a cui possono e devono concorrere i Confidi delle associazioni di rappresentanza, la Finanziaria regionale e il Fondo Centrale di Garanzia. È forse questo il terreno più efficace per affrontare l’emergenza.
Ci troviamo ad un punto di svolta della nostra storia, con alle spalle otto anni di crisi e davanti una ripresa ancora debole e un futuro condizionato dall’instabilità internazionale e dalla debolezza causata dal debito pubblico. Solo a partire dalla piena consapevolezza del tramonto di un’epoca, e attraverso un “impegno di sistema” di tutta la classe dirigente, è possibile ricostruire un rapporto di fiducia tra imprese, banche, istituzioni, famiglie e società. E gettare così le basi per una nuova crescita del Veneto. Le forze ci sono, le traiettorie del cambiamento, a livello globale e locale, anche.

Roberto Zuccato
Presidente di Confindustria Veneto

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